Copertina del libro "Mi chiamo Rigoberta Menchù" di Manuela Manera Editore Demetra

Demetra

Mi chiamo Rigoberta Menchù

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Descrizione

Negli ultimi anni la discussione sulla lingua e sull'uso di asterisco e schwa si è conquistata un posto di primo piano nel dibattito collettivo. È facile storcere il naso di fronte a un asterisco o una schwa e dire che «i problemi sono ben altri» e ci sarà un motivo se «si è sempre detto così». Questa è una visione della lingua come qualcosa di chiuso, definito, immutabile, in cui il maschile è sempre universale, il femminile subalterno, e chiunque esca dai confini di questo binarismo non può mai essere presente nei discorsi e nelle narrazioni. Ma non è così: la lingua è uno strumento che cresce e si modifica in base alle necessità della comunità che la utilizza. La realtà crea la lingua, ma è anche la lingua a creare la realtà. E la lingua è anche uno spazio in cui ogni persona deve poter stare. Nello spazio linguistico che abitiamo e nel quale ci muoviamo a chi è riconosciuto il diritto alla cittadinanza linguistica? Quali soggettività possono autodeterminarsi e quali invece sono discriminate e marginalizzate, oggetto di racconto altrui, ostacolate nel prendere parola in modo autentico? In questo libro Manuela Manera riflette sull'importanza di utilizzare la lingua per far sì che ogni persona possa sentirsi inclusa nei discorsi e nelle narrazioni e su quali sono le strategie possibili per rappresentare tutte le soggettività attraverso la lingua.

Dettagli Libro

ISBN-13
9788871228594
ISBN-10
8871228596
EAN
9791280495303
Lingua
italiano
Anno di Pubblicazione
1998
Data di Pubblicazione
13 ottobre 2021
Numero di Pagine
346
Formato
brossura

Parole Chiave

Informazioni Libro
Editore
Demetra
Stato
Disponibile
Copie Disponibili
1 / 1
Collocazione
R-1-15
Aggiunto il
02/03/2026
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